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FORMULA 1 | GP CINA 2025 | Una Ferrari Ying e Yang

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Cina 2025

Oscar Piastri ha vinto autorevolmente il GP della Cina precedendo il compagno di squadra Norris, in difficoltà negli ultimi giri a causa di problemi ai freni e George Russell, al volante di una Mercedes che, nel corso della stagione, potrebbe rivelarsi l’unica macchina in grado di impensierire seriamente i papaya-boys. Per il giovane australiano, che quando è in stato di grazia sfodera una classe cristallina, si tratta della terza vittoria in carriera. Ora si tratterà di vedere se riuscirà a mantenere quella costanza di rendimento che l’anno scorso gli è spesso mancata.

Tuttavia il weekend di Shangai verrà ricordato dai tifosi della Ferrari per l’altalena emotiva a cui sono stati sottoposti, passando in meno di ventiquattr’ore dall’euforia provocata dalla prima vittoria di Hamilton in rosso nella gara sprint del sabato, all’incubo della doppia squalifica nel GP vero e proprio della domenica: il giorno e la notte o, se preferite, yin e yang, dato che siamo in Cina. Il sabato trionfale di Sir Lewis, autore di una gara impeccabile costruita sin dalle qualifiche, che l’hanno visto scattare dalla pole, ha indotto molti osservatori a sospettare che l’Australia fosse definitivamente alle spalle e che le monoposto di Maranello avessero superato ogni problema di gioventù, permettendo al campione inglese di gestire magistralmente il consumo-gomme, mantenendo così un passo irresistibile per gli avversari, Mc Laren in primis, apparse entrambe estremamente scorbutiche e difficili da guidare al limite, a prescindere dal secondo posto conquistato proprio da Piastri dopo un bel duello con Verstappen.

Sin dalle qualifiche per la gara di domenica però la situazione è drasticamente cambiata, con le rosse di Maranello relegate in terza fila dietro Piastri, Russell, Norris e Verstappen. Allo spegnimento dei semafori poi, Leclerc si è reso protagonista di un’involontaria toccata con il suo compagno squadra, danneggiando un baffo e compromettendo così il carico sull’anteriore della sua monoposto. Resta comunque un dubbio: alla luce del passo mostrato da Hamilton nella gara sprint, con gomme medie e, ovviamente poca benzina, perché non provare a partire con la mescola più dura, allungare la prima frazione di gara e rimontare la mescola media negli ultimi venti-venticinque giri? Strategia adottata ad esempio da Ollie Bearman (sul quale torneremo in seguito) con la Haas che, partito diciassettesimo è arrivato in zona punti. Addirittura incomprensibile la scelta della doppia sosta di Hamilton, quasi come se al muretto della Ferrari si fosse tornati indietro di due anni. Senza la doppia squalifica, Leclerc sarebbe arrivato quinto davanti a Hamilton che, con la sua consueta onestà intellettuale, rendendosi conto di avere un ritmo peggiore del monegasco ha chiesto al box se fosse il caso di scambiarsi le posizioni, dando vita al famigerato team radio parzialmente tagliato dalle TV, con sommo rammarico di Vasseur. Peccato che in questo momento I problemi a Maranello siano ben altri, a prescindere dalla doccia fredda della squalifica provocata dal sottopeso di Leclerc e dall’eccessiva usura del fondo di Hamilton.

Le due Mclaren hanno preceduto il sempre bravo Gerorge Russell ed un Verstappen apparso forse un po’ spento, ma mai quanto il suo compagno di team, ormai soprannominato (S)Lawson, che quasi sicuramente a Suzuka verrà sostituito da Tsunoda. Sia il giapponesino dell’ex Minardi, dopo un’ottima qualifica che lo vedeva partire  nono, che Hadjar, addirittura settimo al via e perfettamente ripresosi dopo la crisi di pianto australiana, hanno dovuto fare I conti con “la sindrome di Laurent Mekies” e gettare un possibile piazzamento nei punti a causa di un’incomprensibile strategia a due soste, gli unici ad optare questa scelta oltre a Hamilton.

Ma dicevamo di Ollie Bearman, che grazie alla mescola media montata nella seconda parte di gara si è tolto la soddisfazione di passare Doohan, Lawson, Sainz (ancora ben lontano dal trovare il giusto feeling con la Williams) e Gasly salutando tutti con un “ciao” in italiano: a lui il premio “sborone della settimana” ed un grazie per aver dato ad un serioso e noioso GP di F1 l’atmosfera di una garetta di go-kart (si dice così, dato che “kart” fa molto professionale) tra amici ultra quarantenni sulla riviera romagnola, di quelle in cui chi arriva ultimo paga un chinotto e poi si viene tutti infilati da un dodicenne che guida come Senna. Noi ci chiediamo se, nel caso si trovasse a sorpassare Verstappen, si lascerà scappare un “ciaone”?

Arrivederci fra due settimane a Suzuka, uno dei circuiti più belli ed impegnativi del Mondiale, dove in passato si sono scritte delle autentiche pagine di Storia.

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